lunedì 1 dicembre 2014

Il paziente diabetico incontrollato

Con questo articolo concludiamo il nostro percorso attraverso una delle più comuni endocrinopatie: il diabete mellito.
diabete cane


Il paziente diabetico incontrollato è quello in cui i segni clinici non si riescono a tenere sotto controllo. Possono essere presenti ipoglicemia, iperglicemia, insulino resistenza o possono essere necessari frequenti cambi di dosaggio per ottenere il controllo. 
In tutti questi casi la prima cosa da controllare è che il paziente somministri l’insulina in modo adeguato, con le giuste siringhe e che l’insulina sia correttamente conservata.
E’ necessario ripetere gli esami di laboratorio con test aggiuntivi per la valutazione delle malattie endocrine, infezioni, pancreatite e neoplasie.

TRILLY
Per quanto riguarda la compliance del cliente è fondamentale che comprenda concetti fondamentali riguardanti l’insulina: 
-non deve essere congelata ne tenuta al caldo e prima della somministrazione deve essere miscelata ma non agitata con forza 
-prestare attenzione alla data di scadenza del flacone e cambiarlo se il prodotto dovesse cambiare colore 
-usare sempre siringhe idonee a seconda del tipo di insulina 
-usare le siringhe una sola volta 
-insegnare al cliente a misurare la glicemia 
-ricordare che l’insulina deve essere somministrata solo dopo che l’animale ha mangiato 
-se il paziente non volesse mangiare contattare il veterinario 
-il proprietario deve essere in grado di riconoscere i segni dell’ipoglicemia quali letergia, sonnolenza, tremori e convulsioni e di intervenire tempestivamente per gestire la crisi.

Concludendo possiamo dire che la gestione del paziente diabetico richiede una strettissima collaborazione tra veterinario e proprietario in quanto il diabete è una malattia dinamica che deve essere costantemente monitorata e solo con una buona gestione è possibile tenere sotto controllo la malattia.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 18 novembre 2014

Il diabete nel cane: il monitoraggio

Torniamo a parlare del diabete mellito nel cane parlando dei monitoraggi che devono essere fatti in corso di terapia insulinica. Come già detto in precedenza per quanto riguarda il gatto anche per il cane il monitoraggio deve essere studiato e adattato in base alla risposta del singolo paziente.

diabete cane

I
n linea di massima durante il primo mese di terapia devono essere eseguiti ogni 7-10 giorni un buon esame obbiettivo generale e curve glicemiche fino a che i segni clinici sono controllati e il peso stabilizzato.
Nel lungo termine sarebbe bene far tenere al proprietario un diario su cui annotare peso, consumo di acqua e produzione di urine, comportamento dell’animale anche perché le variazione del dosaggio di insulina andrebbero fatte sulla base delle condizioni del cane e non solo dei risultati della curva glicemica.
La curva andrebbe ripetuta 2 settimane dopo ogni variazione del dosaggio di insulina. 
Il cane stabilizzato dovrebbe essere portato dal veterinario almeno ogni 3 mesi per eseguire una visita approfondita (che include il peso e la valutazione del fondo dell’occhio), misurazione della glicemia e/o delle fruttosamine e se il veterinario lo ritiene opportuno una curva glicemica. Due volte all’anno devono invece essere eseguiti esami di laboratorio completi incluso l’esame delle urine e urocultura.
Importantissimo è istruire il proprietario riguardo al monitoraggio dei segni clinici, ingestione di acqua o cibo, dosaggio e somministrazione dell’insulina.
Passiamo ora a parlare dell’esecuzione della curva glicemica che è di importanza fondamentale per il monitaggio a lungo termine del paziente diabetico. 
La curva glicemica è necessaria quando i segni clinici di diabete persistono nonostante la terapia, ci sono episodi di ipoglicemia, si sono effettuati cambi di dosaggio di insulina, il paziente non sembra controllato. 
La curva deve avere una durata di 12 ore e serve per stabilire la durata di azione dell’insulina e individuare il nadir glicemico.
Nel cane l’ideale è somministrare cibo e insulina a casa per essere sicuri che consumi tutto il pasto e poi portarlo in clinica per il day hospital, ancor meglio se il proprietario riesce a eseguire la curva a casa. Misurare la glicemia ogni 2 ore o 1 ora se la glicemia scende sotto i 100 mg/dL fino alla successiva somministrazione di insulina.
Nel gatto, data l’influenza dello stress sulle variazioni della glicemia, la curva dovrebbe essere eseguita a casa e le misurazioni della glicemia vanno fatte ad intervalli differenti a seconda del tipo di insulina utilizzata.
diabete gatto

Per quanto riguarda le misurazioni il nadir glicemico dovrebbe oscillare tra 80 e 150 mg/dL e dovrebbe presentarsi dopo circa 8 ore dall’iniezione di insulina. Idealmente il valore medio della glicemia dovrebbe essere intorno ai 250 mg/dL e non dovrebbero esserci misurazioni della glicemia con valori superiori a 300 mg/dL.
Nel prossimo articolo torneremo a parlare del diabete vedendo come approcciarsi a pazienti in cui è difficile ottenere un controllo glicemico adeguato.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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mercoledì 1 ottobre 2014

Il diabete conclamato nel cane

Dopo diverso tempo torniamo a parlare di diabete e più precisamente del trattamento del cane con diabete conclamato. Come abbiamo già detto nel cane il diabete subclinico viene raramente diagnosticato e più frequentemente il cane viene portato dal veterinario quando il diabete richiede ormai un trattamento.
cane polidipsia


Il trattamento del diabete nel cane richiede sempre la somministrazione di insulina esogena e in questa specie l’insulina di prima scelta è l’insulina lenta di origine suina la cui durata d’azione è di circa 12 ore. Se con questo tipo di insulina non si riesce a stabilizzare il paziente esistono anche per il cane delle insuline alternative come l’NPH e la PZI.
Gli obbiettivi del trattamento del cane diabetico sono:
-risolvere la poliuria/polidipsia
-ottimizzare e stabilizzare il peso e il livello di attività fisica
-evitare le crisi ipoglicemiche
-ridurre le complicazioni come la cataratta e le infezioni del tratto gastro enterico
-far percepire al proprietario una migliore qualità di vita del suo animale
Alla prima somministrazione di insulina conviene, se possibile, ricoverare il paziente ed eseguire misurazioni della glicemia  ogni 2 ore per determinare il nadir glicemico. Se il valore del nadir rimane maggiore di 150 mg/dl si può rimandare a casa il paziente e fare un controllo dopo 1 settimana. Se il valore scende sotto i 150 mg/dl bisogna ridurre la successiva dose di insulina del 10-25% e possibilmente ricontrollare la reazione alla dose minore.
La dose di partenza è 0.25 UI/kg ogni 12 ore in corrispondenza dei 2 pasti che devono essere uguali per quantità e composizione. La dose può poi essere adeguata in base alla risposta cercando sempre però di evitare crisi ipoglicemiche.
Se nonostante gli aggiustamenti non è possibile ottenere un buon controllo è possibile valutare un altro tipo di insulina.
Nel cane, a differenza che nel gatto, la remissione spontanea non è possibile quindi una crisi ipoglicemica può essere dovuta a una dose eccessiva di insulina, eccesso di esercizio o inappetenza.

cane diabete


Nel prossimo articolo parleremo in maniera approfondita dei controlli che devono essere fatti in un cane in terapia insulinica e delle loro tempistiche.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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lunedì 28 luglio 2014

Le siringhe da insulina

Torniamo oggi a parlare di diabete affrontando un argomento che è spesso causa di errori anche gravi che possono avere serie ripercussioni sulla salute dei nostri pazienti affetti da diabete: le siringhe da insulina.


siringhe 100 UI


Dal 1 marzo del 2000 l’Italia si è adeguata al resto del mondo abolendo le siringhe 40 UI perché il precedente regime misto (che prevedeva sia la vendita di siringhe 40 UI che 100 UI) portava spesso a confusione dei dosaggi con gravi rischi per la salute umana.



siringhe 40 UI



Purtroppo in medicina umana vengono definite siringhe da insulina quelle con 100 UI/ml mentre quelle che vengono più comunemente usate nel cane sono quelle prodotte dalla casa farmaceutica dell’insulina veterinaria che contengono 40 UI/ml.
Per quanto riguarda i nostri amici animali a seconda che si usino siringhe 40 UI o 100 UI cambia il dosaggio in insulina che viene somministrato e questo può portare a crisi ipoglicemiche anche fatali o al contrario a iperglicemia con scarso controllo della malattia.
Vediamo adesso alcuni accorgimenti su come conservare al meglio l’insulina ed effettuare un’iniezione al vostro cane o gatto.
L’insulina è una sostanza fragile per cui l’errata conservazione e utilizzazione può alterarne l’effetto, deve essere sempre conservata in frigorifero e non in freezer e tolta solamente al momento dell’uso.
Conservare sempre il flacone di insulina in posizione eretta per evitare una eccessiva cristallizzazione attorno al tappo del flaconcino.
Prima di effettuare l’iniezione è necessario capovolgere delicatamente il flaconcino una decina di volte ma non bisogna assolutamente scuotere il flacone in maniera violenta.
E’ anche importante ricordarsi di andare a ritirare l’insulina presso la farmacia provvisti di borsa termica e panetti refrigerati soprattutto nella stagione estiva.
La zona in cui fare un’iniezione sottocutanea è quella interscapolare anche se in realtà l’iniezione può essere fatta anche più caudalmente.
Visto che l’insulina deve essere fatta 1-2 volte al giorno probabilmente per tutta la vita dell’animale sarebbe meglio variare leggermente ogni volta il punto dell’iniezione per evitare infiammazioni del tessuto sottocutaneo. La siringa deve essere tenuta parallela alla colonna vertebrale e con la mano sinistra bisogna sollevare una plica cutanea creando una nicchia in cui si andrà ad inserire l’ago. Con la mano destra bisogna impugnare la siringa e forare la pelle in maniera decisa, quindi spingere lo stantuffo per inoculare il farmaco e sfilare la siringa.


A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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sabato 7 giugno 2014

Diabete: nuovi presidi per Cane & Gatto

Una delle malattie più sviluppate e diffuse in cani e gatti è sicuramente il diabete mellito. Tale malattia è oggi molto conosciuta anche nel web, nel quale, digitando “Diabete Cane”, è possibile scovare consigli su come affrontare il problema. Il Diabete Mellito (DM) nel cane è una malattia caratterizzata da un aumento dei livelli di zucchero (glucosio) nel sangue, causata da una carenza di insulina, un ormone prodotto dal pancreas.

terapia diabete
Con il diabete è meglio non correre rischi. L’energia, di cui ha bisogno l’organismo per vivere, è garantita dal glucosio, uno zucchero prodotto dalla digestione degli alimenti. Ma non basta solo questo, il glucosio per trasformarsi in energia deve entrare nelle cellule e per farlo ha bisogno appunto dell’insulina. Quando la quantità di insulina prodotta dal pancreas è insufficiente, il glucosio si accumula nel sangue (iperglicemia) e le cellule non possono utilizzarlo per produrre l’energia necessaria alle loro funzioni vitali.
In carenza o assenza di insulina, le cellule useranno, in alternativa al glucosio, i grassi che inizialmente forniranno energia positiva, ma alla lunga si accumulano nel sangue alcuni prodotti di scarto (corpi chetonici) che possono essere potenzialmente letali. Per questo è importante identificare prima possibile se l’animale è diabetico, per fornirgli prima possibile l’insulina di cui ha bisogno per ricominciare ad utilizzare il glucosio accumulato nel sangue. Caninsulin è una sospensione di zinco-insulina di origine suina formulata specificatamente per cani e gatti. Diversamente dai gatti, i cani non manifestano forme di diabete mellito transitorie o reversibili, perché la perdita della funzionalità delle cellule β del pancreas è irreversibile; perciò in questi soggetti la terapia insulinica sarà necessaria per tutta la vita. A questo proposito, generalmente si eseguono due iniezioni giornaliere sottocutanee di insulina, nel tempo e nella dose stabilite dal proprio medico veterinario. Si può impiegare l'insulina registrata per gli animali da compagnia: caninsulin. L'esercizio fisico costante (passeggiate o giochi) ha un effetto ipoglicemizzante (abbassa la glicemia) sull'animale. Il movimento, nel cane diabetico, favorisce la perdita di peso, elimina l'insulinoresistenza indotta dall'obesità e promuove il trasporto del glucosio dentro le cellule. Infine, è indispensabile l'identificazione ed il controllo di eventuali patologie concomitanti, che possono indurre un aggravamento del diabete ed interferire con l'attività farmacologica dell'insulina, allo scopo ottimizzare il trattamento del cane.
 
Nel caso non insorgano patologie concomitanti che mettano a repentaglio la sopravvivenza dell'animale, le aspettative di vita di cani affetti da diabete mellito, trattati con terapia insulinica adeguata, sono anche di molti anni.Mentre molte altre penne per insulina sono state comunemente usate anche per gestire il diabete umano, Vet Pen è il primo dispositivo progettato esclusivamente per l’uso in gatti e cani diabetici. In precedenza, l’unico modo per somministrare insulina erano le siringhe, un utilizzo che risultava essere inadeguato e scomodo. Vet pen lavora specificatamente sul diabete del cane o del gatto ed è realizzata su misura per l’utilizzo in animali domestici.
Vet pen è progettata per rendere semplice e veloce il processo di dosaggio. Si riduce anche il tempo necessario alla preparazione all’iniezione. Inoltre Vet Pen è molto semplice da utilizzare anche da parte di proprietari di animali con problemi di vista, artrite, o qualsiasi altra condizione che può causare problemi alle mani. L’intuitiva strumentazione di Vet Pen consente di fornire una dose precisa di Caninsulin al vostro animale domestico, in ogni iniezione. Dopo aver preparato il dispositivo, è sufficiente somministrare la dose da voi selezionata con facilità. Con la semplice pressione di un pulsante potrete somministrare la giusta quantità di insulina al vostro animale domestico. In tal modo è possibile una maggiore precisione ed una riduzione della possibilità di errori da parte dell’utente.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 20 maggio 2014

Il diabete subclinico nel cane

Nel cane il diabete subclinico viene raramente diagnosticato in quanto evolve rapidamente in diabete che necessita di terapia insulinica. In ogni caso devono essere prima di tutto indagate ed escluse le cause di insulino resistenza quali farmaci, obesità, diestro nelle femmine intere e iperadrenocorticismo e poi si incomincia con la terapia dietetica che in caso di diabete subclinico dovrebbe correggere uno stato di obesità, stabilizzare il peso corporeo e minimizzare l'iperglicemia post prandiale.

DAGLIUSA1
Nei cani sottopeso lo scopo è quello di normalizzare il peso corporeo, aumentare la massa muscolare e stabilizzare il metabolismo e la richiesta di insulina attraverso diete per diabetici non finalizzate al dimagramento.
Ovviamente alcune condizioni particolare quali insufficienza renale e pancreatite necessiteranno di diete apposite.

Nei cani in cui il diabete è ancora in forma subclinica bisognerebbe prevedere una moderata e costante attività fisica per promuovere la perdita di peso e aumentare l'utilizzazione del glucosio.
L'ideale sarebbe una moderata attività fisica 2 volte al giorno dopo i pasti per minimizzare l'iperglicemia post-prandiale.

Come già detto il diabete subclinico nel cane viene raramente diagnosticato perchè evolve rapidamente in diabete che necessita di terapia insulinica.

I cani maggiormente predisposti a questa condizione sono quelli di età medio-avanzata e alcune razze come Samoiedo, Terrier, Schnauzer nano, Beagle e Barbone sono sicuramente predisposte.
Spesso il proprietario si rende conto del problema quando compaiono i 4 sintomi tipici: poliuria, polidipsia, polifagia e perdita di peso.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 13 maggio 2014

Il glucosio

Il glucosio è un monosaccaride cioè uno zucchero che non può essere idrolizzato in un carboidrato più semplice, anzi: la maggior parte degli zuccheri complessi presenti nell'alimentazione viene scissa e ridotta proprio in glucosio e in altri glucidi semplici.
Esso possiede una enorme importanza biologica perché rappresenta la principale fonte di energia dell'organismo. A livello cellulare avviene un processo chiamato glicolisi responsabile della trasformazione del glucosio in molecole più semplici e della produzione di energia sotto forma di adenosina trifosfato (ATP). L'ATP rappresenta un vero e proprio “combustibile” che consente alle cellule di svolgere le numerose funzioni a cui sono destinate.

glucosio

Da quanto detto, si capisce l'importanza fondamentale di questo zucchero per la sopravvivenza di ciascuno e il perché la glicemia rappresenti un parametro presente in qualsiasi pannello biochimico. La misurazione del glucosio plasmatico può essere fatta sia attraverso uno strumento specifico chiamato glucometro che con le normali macchine per esami mediante chimica liquida o secca.


La corretta concentrazione del glucosio nel sangue è regolata dall'interazione tra lo zucchero introdotto con la dieta, le riserve presenti a livello del fegato e gli ormoni preposti all'utilizzo del glucosio stesso: insulina e glucagone. Il fegato è in grado di rilasciare il monosaccaride mediante due processi: la glicogenolisi, che mette in gioco le riserve di zucchero precedentemente immagazzinate a livello epatico e la gluconeogenesi in grado di produrre “ex novo” glucosio a partire da acidi grassi e aminoacidi. L'insulina, prodotta dalle cellule beta del pancreas, è il principale ormone regolatore del glucosio nel sangue: quando questo aumenta l'insulina viene rilasciata e favorisce la sua captazione a livello cellulare, con conseguente riduzione a livello ematico, e viceversa. Un altro ormone pancreatico, il glucagone agisce promuovendo il rilascio di glucosio nel sangue attraverso la glicogenolisi epatica.
L'innalzamento della concentrazione ematica di glucosio viene definito: iperglicemia. L'insulina, come accennato, è un ormone che facilita il metabolismo del glucosio a livello di muscoli, tessuto adiposo e fegato: la sua carenza, in concomitanza con il rilascio di glucagone, porta a iperglicemia. Quando lo zucchero raggiunge una concentrazione molto elevata nel sangue, inizia ad essere perso attraverso le urine e questo processo viene chiamato: glicosuria. La condizione patologica per eccellenza dovuta ad uno stato cronico di iperglicemia è definita diabete.
­All'opposto l'abbassamento dei livelli ematici di glucosio si chiama ipoglicemia. Una causa frequente e patologica di ipoglicemia è rappresentata da tumori delle cellule beta pancreatiche che determinano un eccesso di insulina nel sangue (neoplasie insulino-secernenti).

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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lunedì 28 aprile 2014

Il diabete nel gatto: il monitoraggio

Il monitoraggio svolge un ruolo primario nel controllo del paziente diabetico e deve essere fatto a step a seconda della risposta del singolo paziente.

gatto diabete


Dopo la prima settimana di terapia:
- se i sintomi migliorano si mantiene lo stesso dosaggio di insulina e si effettuano misurazioni a domicilio della glicemia possibilmente a 6-8 ore dalla somministrazione
- se i sintomi migliorano e la glicemia è < 150 mg/dl si può diminuire il dosaggio di mezza unità, passare alla somministrazione ogni 24 ore o sospendere la terapia e ricominciarla eventualmente con un dosaggio di mezza unità più basso solo alla ricomparsa dei segni clinici o della glicosuria
- se i sintomi persistono o peggiorano bisogna valutare attentamente la tecnica di somministrazione; se     questa risulta adeguata è necessario considerare un aumento della dose di 2 UI
- se compaiono ketonuria o polineuropatia periferica e il gatto non ha appetito è necessario escludere malattie sottostanti che possono peggiorare la condizione diabetica

 

Durante il primo mese di terapia:
- a casa misurare settimanalmente la glicemia dopo 6-8 ore dall’insulina e utilizzare strisce reattive per il controllo di glicosuria e ketonuria. Se la glicosuria risulta negativa considerare la possibilità di una remissione del diabete.

strisce glicosuria
- in clinica, solo se non è possibile il monitoraggio a casa, effettuare la misurazione della glicemia a 6-8 ore dall’insulina, valutare attraverso un esame urine i livelli di glicosuria e ketonuria e considerare l’esecuzione di una curva glicemica se i sintomi persistono o peggiorano.

Dopo circa un mese dall'inizio del trattamento devono essere rivalutati anamnesi, esame obiettivo, peso corporeo,analisi delle urine e fruttosamine e il dosaggio deve essere modificato in base ai risultati ottenuti. Se la glicemia non sembra controllata devono essere indagate eventuali patologie sottostanti.
Tutti gli esami devono essere ripetuti 2-3 volte all'anno.

Nel prossimo articolo inizieremo a parlare del trattamento del diabete nel cane.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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domenica 27 aprile 2014

Il diabete nel gatto: la terapia del diabete conclamato

GESTIONE DEL GATTO CON DIABETE CONCLAMATO
Quando la terapia dietetica da sola non è più sufficiente a controllare la glicemia è necessario iniziare la terapia insulinica i cui scopi sono:
  • ridurre o eliminare i segni clinici
  • far percepire al proprietario una migliore qualità di vita del proprio animale
  • diminuire le complicazioni secondarie al diabete
  • evitare crisi ipoglicemiche
Il trattamento deve essere iniziato al più presto dopo la diagnosi in quanto circa il 50% dei gatti può andare incontro a remissione durante i primi 3 mesi di terapia e sospendere la somministrazione di insulina.
Per la riuscita della terapia è di fondamentale importanza istruire adeguatamente il proprietario su tutti gli aspetti tecnici relativi alla conservazione, manipolazione e somministrazione di insulina e sarebbe bene lasciare un protocollo scritto con istruzioni precise.

Le insuline di “prima scelta” nel gatto sono la Glargine e l’insulina umana PZI. L’insulina lenta di origine suina non è raccomandata come prima scelta nel gatto perché la sua durata d’azione è troppo breve e non controlla adeguatamente i segni clinici.
Nei gatti l’insulina deve essere sempre somministrata 2 volte al giorno e il dosaggio iniziale è:
1 UI/gatto per gatti di peso <4 kg
1.5-2 UI/gatto per gatti di peso > 4 kg
1 UI/gatto indipendentemente dal peso corporeo se la glicemia iniziale è <360 mg/dl
Durante la prima settimana di terapia il dosaggio non deve essere aumentato ma solo eventualmente diminuito in caso si noti glicemia <150 mg/dl.
Nel gatto la misurazione “ideale” della glicemia andrebbe effettuata a domicilio in quanto un valore alto in ambulatorio potrebbe essere dovuto allo stress.

gatto stressato
 
Molti proprietari, se incoraggiati sono in grado di misurare la glicemia al proprio animale ed è possibile istruirli tramite materiale informativo e video.
Il proprietario durante la terapia insulinica dovrebbe monitorare accuratamente il consumo di acqua, cibo e l’appetito e contattare il veterinario in caso di segni di ipoglicemia. Inoltre dovrà valutare l’eventuale scomparsa della glicosuria tramite strisce reattive o la comparsa di ketonuria.

strisce glicosuria

Da tutto ciò si può dedurre l’estrema importanza in corso di terapia insulinica della collaborazione del proprietario.
Nel prossimo articolo parleremo del monitoraggio a breve e lungo termine in corso di terapia insulinica nel gatto.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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mercoledì 16 aprile 2014

Il diabete nel gatto: la terapia

Il trattamento del paziente diabetico varia a seconda della specie e dei sintomi. La terapia insulinica non è indicata nel diabete subclinico se non si evidenziano glicosuria o aumenti ulteriori della glicemia. Al contrario, sia nel cane che nel gatto con DM conclamato, il trattamento è basato sull'uso di insulina combinato a modificazioni dietetiche. Esistono diversi tipi di insulina che possono essere usati ma non tutti sono approvati per l’uso negli animali domestici. In uno dei prossimi articoli sul diabete faremo anche un approfondimento sui diversi tipi di insulina e sul loro utilizzo.

diabete gatto terapia
Iniziamo a parlare della terapia del diabete nel gatto, differenziando la forma subclinica da quella conclamata.

GESTIONE DEL GATTO CON DIABETE SUBCLINICO
Il diabete subclinico è considerato un diabete allo stadio iniziale, quando i segni clinici tipici della malattia non sono ancora presenti. Di solito l’iperglicemia in questi animali è un reperto occasionale nel corso di esami ematochimici fatti per altre patologie o controlli periodici e nel gatto deve sempre essere differenziata dall’iperglicemia da stress tramite la misurazione delle fruttosamine sieriche o della glicemia a domicilio.
 
Nei gatti con diabete subclinico lo scopo della terapia è evitare che il diabete evolva in “vero” diabete mellito e questo può essere fatto attraverso il controllo del peso corporeo e dell’assunzione di cibo e eliminando le cause di insulino- resistenza.
Nei gatti con diabete subclinico è possibile infatti ottenere, senza l’utilizzo di insulina, la normalizzazione della glicemia ematica.

gatto obeso diabete
L’animale dovrà essere rivalutato ogni 2 settimane con glicemia ed esame delle urine per valutare l’evolversi della patologia ed eventualmente iniziare l’insulina.
La terapia alimentare è indispensabile per:
  • ottimizzare il peso corporeo e favorire una lenta perdita di peso negli animali obesi per evitare l’insorgenza di lipidosi epatica
  • ridurre al minimo l’iperglicemia post-prandiale gestendo correttamente l’apporto di proteine e carboidrati
  • fornire una dieta con alto contenuto proteico per favorire la sazietà e prevenire la perdita di massa muscolare
  • limitare l’assunzione di carboidrati
Il cibo dovrebbe essere somministrato in piccoli pasti equamente suddivisi nell’arco della giornata e sarebbe meglio somministrare cibi umidi in quanto sono un’ulteriore fonte di acqua e a parità di apporto calorico la quantità da somministrare risulta maggiore favorendo la sensazione di sazietà.
Nel prossimo articolo continueremo a parlare di terapia del diabete nel gatto.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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Il diabete nel cane e nel gatto: gli esami

Continuiamo la trattazione del diabete parlando degli esami che sono necessari nel paziente diabetico.

diabete gatto

Gli esami considerati  “indispensabili”  sono:
  1. Emocromo con formula leucocitaria
  2. Profilo biochimico completo
  3. Analisi delle urine con esame batteriologico
Nella tabella sottostante sono elencati tutti gli esami completi consigliati negli animali con diabete sospetto o conclamato.

diabete esami

L’emocromo nel paziente diabetico può essere normale ma le possibili alterazioni sono una lieve policitemia dovuta alla disidratazione o una leucocitosi dovuta a infezione o infiammazione.
Le alterazioni del profilo biochimico nel diabete non complicato dipendono dalle eventuali malattie sottostanti e da quanto tempo la condizione diabetica persiste prima della diagnosi. Le alterazioni più comuni sono l’ipercolesterolemia, l’aumento lieve della fosfatasi alcalina e dei trigliceridi. Se la fosfatasi alcalina risulta molto aumentata è bene indagare con ulteriori esami un eventuale iperadrenocorticismo. I pazienti con chetoacidosi diabetica si presentano invece fortemente disidratati, con alterazioni elettrolitiche e azotemia. Le alterazioni possibili nell’esame delle urine sono: glicosuria, chetonuria, proteinuria e batteriuria. Solitamente i pazienti diabetici hanno glicosuria e assenza o lieve presenza di chetoni. Se invece nelle urine sono presenti grandi quantità di chetoni il paziente dovrà essere trattato per la cheto acidosi diabetica. La proteinuria può essere dovuta a infezioni del tratto urinario o danni glomerulari ma data l’alta incidenza delle infezioni urinarie nei pazienti diabetici è necessario eseguire un attento esame del sedimento e una coltura batterica con antibiogramma.
Visto che molti pazienti diabetici presentano problemi pancreatici concomitanti sarebbe bene eseguire un’ecografia addominale o in alternativa la misurazione di lipasi e TLI nel siero. Nei gatti adulti inoltre bisognerebbe sempre testare la funzionalità tiroidea in quanto diabete e ipertiroidismo danno segni clinici molto simili. Se nel cane sussiste un sospetto di ipotiroidismo sarebbe meglio stabilizzare la glicemia prima di eseguire gli esami ormonali specifici.
Nel prossimo articolo sul diabete inizieremo a vedere quali sono i possibili trattamenti della patologia nel cane e nel gatto.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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venerdì 11 aprile 2014

Diabete: criteri diagnostici

Il diabete mellito è una patologia complessa ma trattabile che richiede uno sforzo congiunto da parte del proprietario e del veterinario. Esistono delle precise e dettagliate linee guida redatte dall' AAHA (American Animal Hospital Association) per la gestione dei cani e gatti affetti da diabete.
Il trattamento del diabete è una combinazione di arte e scienza dovuta alle molteplici risposte che si possono avere dai pazienti. Ogni animale ha esigenze individuali per cui la frequenza di somministrazione e la dose di insulina vanno valutate in base alla singola risposta.
Nei cani e nei gatti il diabete è solitamente causato da una perdita o da una disfunzione delle cellule beta del pancreas.

diabete razze
Nel cane la perdita di cellule beta è rapida e progressiva e generalmente dovuta a una reazione immuno mediata, degenerazione vacuolare o a pancreatite. Nelle femmine intere ci può essere un diabete transitorio insulino resistente nella fase del diestro.
Nel gatto la perdita o la disfunzione delle cellule beta è dovuta all’insulino resistenza, all’amiloidosi o a pancreatiti linfoplasmocitarie croniche. I fattori di rischio per cani e gatti includono l’insulino resistenza da obesità, l’acromegalia nel gatto, l’iperadrenocorticismo nel cane, e farmaci come steroidi e progestinici.
Si conoscono rischi di tipo genetico in alcune razze particolari: Australian Terrier, Beagle, Samoiedo e Keeshonden per i cani e i Burmesi nei gatti.

diabete beagle
Indipendentemente dall’eziologia il diabete è caratterizzato da iperglicemia e glicosuria e si manifesta con poliuria, polidipsia, polifagia e perdita di peso. L’aumento della mobilizzazione dei grassi porta a lipidosi epatica, epatomegalia, ipercolesterolemia, aumento dei trigliceridi e aumento del catabolismo. Nei soggetti più compromessi si può anche avere iperketonemia, ketonuria e ketoacidosi. 

Criteri diagnostici e valutazione iniziale
L’approccio dipende dal livello di iperglicemia e dai segni clinici presenti. La varietà dei segni cambia in base al tempo intercorso tra la comparsa della malattia e quando il paziente è presentato alla visita, al livello di iperglicemia, eventuale ketonemia e da eventuali patologie concomitanti come la pancreatite. I segni della PU/PD (poliuria/polidipsia) non compaiono prima che la concentrazione ematica del glucosio abbia ecceduto la soglia di escrezione renale.
La glicosuria si manifesta a valori maggiori di 200 mg/dl nel cane e di 250 mg/dl nel gatto. I segni clinici del diabete mellito non sono generalmente presenti in quei soggetti con valori di glicemia costantementi alti ma sotto la soglia renale per la glicosuria. La glicemia compresa tra il range normale (110 mg/dl) e il valore soglia (200-250 mg/dl) può derivare da molteplici cause: iperglicemia da stress, disordini da insulino resistenza per obesità, iperadrenocorticismo, da farmaci (corticosteroidi) o può rappresentare i primi stadi di un futuro diabete. Questi soggetti sono classificati come diabetici sub-clinici.
I diabetici subclinici molto spesso sembrano in salute, hanno un peso normale, e vengono individuati quando si eseguono esami di laboratorio per altri motivi. La diagnosi di diabete sub clinico può essere fatta solo dopo aver escluso l’iperglicemia da stress e dopo aver individuato e corretto eventuali cause di insulino resistenza.
Misurare la glicemia a casa e determinare le fruttosamine sieriche può aiutare a differenziare tra iperglicemia da stress e diabete sub clinico.
Il diabete è diagnosticato quando c’è persistente iperglicemia e persistente glicosuria (> 200 mg/dl nel cane e > 250 mg/dl nel gatto). Per confermare la diagnosi, soprattutto nel gatto, può essere necessario rilevare un elevato valore di fruttosamine.
Alcuni animali oltre a PU/PD polifagia e perdita di peso possono presentare i segni della ketoacidosi diabetica: anoressia, disidratazione e vomito. Le forme più gravi sfociano in letargia, debolezza ed emaciazione. Inoltre nel cane si può riscontrare la comparsa di cataratta e nel gatto di debolezza da neuropatia periferica.
L’iniziale valutazione del cane e del gatto diabetico deve comprendere:
  • Valutazione di anamnesi, dieta, terapie passate e/o in corso
  • Valutazione di segni particolari come la cataratta nel cane o le neuropatie periferiche nel gatto
  • Valutazione di problemi spesso associati al diabete: infezioni del tratto urinario e pancreatiti
  • Valutazione di patologie che possono interferire con la risposta del diabete alla terapia: iperadrenocorticismo, ipertiroidismo, patologie renali
  • Valutazione di fattori di rischio: obesità, pancreatiti, insulino-resistenza, farmaci diabetogeni e nel cane il diestro
L’EOG (esame obiettivo generale) nei diabetici può essere relativamente normale o rilevare disidratazione, perdita di peso, pelo opaco, cataratta o dolore addominale se è presente pancreatite. A volte si può rilevare un alito dolciastro nei soggetti in ketoacidosi.
Alcuni gatti con iper glicemia da lungo tempo possono avere un atteggiamento plantigrado secondario alla neuropatia periferica.
A questo punto si procederà con l’esecuzione degli esami del sangue che vedremo in un successivo articolo.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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giovedì 10 aprile 2014

Il diabete nel cane e nel gatto

Il diabete mellito è una patologia complessa causata da un'alterata omeostasi dell'ormone insulina. L'insulina è prodotta dalle cellule beta nelle isole pancreatiche del pancreas endocrino. L'insulina serve per regolare la quantità prodotta e consumata del carburante dell'organismo: il glucosio.

diabete cane
Il diabete mellito è una delle più comuni endocrinopatie del cane e del gatto e può essere letale se non viene diagnosticato e trattato correttamente. L'insulina ha la funzione di mantenere il tasso del glucosio nel sangue in una concentrazione tra 70 e 118 mg/dl nel cane e tra 73 e 130 mg/dl nel gatto. Nel diabete si perde tale capacità e i valori di glicemia salgono a valori più elevati. Quando la glicemia supera una determinata soglia, 200 mg/dl nel cane e 250 mg/dl nel gatto, il glucosio viene eliminato con l'urina a livello renale e compare glicosuria.
Il diabete mellito è causato da una inadeguata produzione di insulina e/o da una inadeguata azione dell'insulina a livello tissutale. Esistono diversi tipi di diabete: generalmente nel cane la forma più comune è quella DMID che è caratterizzata da ipoinsulinemia per scarsa produzione di insulina da parte del pancreas. In questa forma di diabete la perdita di funzionalità delle cellule beta pancreatiche è irreversibile ed è quindi necessaria una terapia con insulina esogena a vita per mantenere un corretto valore della glicemia nel sangue. Nel 20 % dei gatti si rileva invece la forma non insulino dipendente (molto rara nel cane): in questa forma le cellule pancreatiche mantengono una certa capacità di produrre insulina e l'aumento della glicemia è dovuto a una concomitanza di fattori. In questi soggetti la terapia con l'insulina non è sempre necessaria e a volte è sufficiente eliminare le patologie concomitanti per risolvere l'iperglicemia.
Ricapitolando e semplificando il diabete può avere 2 cause: il pancreas produce poca insulina e/o i tessuti non rispondono in modo adeguato all’insulina.
Vediamo ora le conseguenze: livelli elevati di glucosio nel sangue ed incapacità delle cellule ad assorbire e utilizzare il glucosio. Il glucosio, carburante dell’organismo, non entra nel centro di sazietà ipotalamico e associato alla perdita di calorie da glicosuria porta a polifagia (aumento della fame) con perdita di peso. L’insulina è un ormone anabolizzante e la sua carenza porta a catabolismo proteico che peggiora la perdita di peso e l’atrofia muscolare. Come conseguenza del catabolismo il fegato utilizza gli aminoacidi e li trasforma in glucosio aumetando ancor di più la glicemia. La carenza di insulina attiva inoltre il sistema della lipasi: la loro attività lipolitica contribuisce alla perdita di peso anche nei soggetti obesi.

diabete gatto
Questo complicato meccanismo porta nelle forme gravi e non correttamente trattate alla ketoacidosi diabetica e all’acidosi metabolica estremamente gravi per l’organismo.
La diagnosi di diabete mellito richiede la presenza dei segni clinici caratteristici anche detti le 4 P del diabete:
  • poliuria
  • polidipsia
  • polifagia
  • perdita di peso
in associazione a valori elevati di glicemia ed eventuale glicosuria.
Ma cosa vogliono dire questi termini?
Poliuria è l’eccessiva produzione di urina, polidipsia è l’eccessiva assunzione di acqua, polifagia è l’eccessiva assunzione di cibo.
Prossimamente continueremo la trattazione del diabete con numerosi altri articoli e guide pratiche.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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